Was bedeutet EAC?

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Il certificato di resistenza sismica e resistenza alle vibrazioni può essere richiesto, e dunque rilasciato, per apparecchiature, edifici e/o strutture la cui stabilità sismica diviene una delle caratteristiche fondamentali sia per edifici stessi, che per strutture e attrezzature industriali eventualmente in esso contenute e determina il livello della loro resistenza ai terremoti.

Tale certificato è emesso sulla base dei risultati del test e conferma che i lavori di costruzione o l'uso dell'attrezzatura testata possono essere eseguiti in determinate condizioni. Il risultato del lavoro per l'ottenimento del certificato sismico si sostanzia in un rapporto di prova o un calcolo che verranno rilasciati insieme ad un certificato di resistenza sismica.

La differenza tra il rilascio tra il rapporto di prova o il calcolo antisismico si sostanzia essenzialmente nella tipologia di prodotto verso il quale si andranno ad eseguire queste prove:

Il calcolo della resistenza sismica viene eseguito se:

  • Il prodotto è costruito o formato da un insieme di sistemi "multielemento" ed è tecnicamente impossibile posizionare il prodotto su un tavolo shaker
  • Il prodotto o un analogo è stato precedentemente testato
  • il prodotto non ha risonanza da 1 a 30 Hz

Il metodo di calcolo è applicabile per il rilascio di un certificato per la resistenza sismica nei casi in cui:

  • Sottostazioni di trasformatori a blocchi (BKTP)
  • Attrezzatura per lo scambio di calore
  • Attrezzatura capacitive
  • Costruzione di strutture metalliche leggere
  • Unità di pompaggio

!!! ATTENZIONE Il metodo di calcolo è accettabile per prodotti che non contengono componenti elettrici ed elettronici. Il metodo di progettazione non può confermare che il prodotto sarà operativo durante e dopo azioni sismiche.

I test di resistenza sismica (Normativa Gost) sono effettuati su:

  • Prodotti elettrotecnici: trasformatori, apparecchiature, dispositivi completi a bassa tensione, apparecchiature di conversione di potenza, apparecchi di illuminazione.
  • Apparecchiature di ventilazione: filtri, ventilatori, condizionatori d'aria
  • Raccordi per tubi: saracinesche, saracinesche, valvole di inversione, valvole a sfera
  • Prodotti per elettro-assemblaggio
  • Moduli antincendio
  • Strumenti, apparecchiature di navigazione, apparecchiature di videosorveglianza, comunicazione radio

Il certificato di resistenza sismica è rilasciato per conformità con GOST 17516.1-90 (o GOST 30546.1-98) per prodotti elettrici. Il certificato di resistenza sismica è rilasciato per conformità con GOST 30546.1-98 per macchine, dispositivi e prodotti tecnici.

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1. Cosa sono i cookie?

I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati dagli utenti inviano ai loro terminali, ove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva. I cookie delle c.d. "terze parti" vengono, invece, impostati da un sito web diverso da quello che l'utente sta visitando. Questo perché su ogni sito possono essere presenti elementi (immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine web di altri domini, ecc.) che risiedono su server diversi da quello del sito visitato.

2. A cosa servono i cookie?

I cookie sono usati per differenti finalità: esecuzione di autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni, memorizzazione di informazioni su specifiche configurazioni riguardanti gli utenti che accedono al server, memorizzazione delle preferenze, ecc.

3. Cosa sono i cookie "tecnici"?

Sono i cookie che servono a effettuare la navigazione o a fornire un servizio richiesto dall'utente. Non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare del sito web.

Senza il ricorso a tali cookie, alcune operazioni non potrebbero essere compiute o sarebbero più complesse e/o meno sicure, come ad esempio le attività di home banking (visualizzazione dell'estratto conto, bonifici, pagamento di bollette, ecc.), per le quali i cookie, che consentono di effettuare e mantenere l'identificazione dell'utente nell'ambito della sessione, risultano indispensabili.

4. I cookie analytics sono cookie "tecnici"?

No. Il Garante (cfr. provvedimento dell'8 maggio 2014) ha precisato che possono essere assimilati ai cookie tecnici soltanto se utilizzati a fini di ottimizzazione del sito direttamente dal titolare del sito stesso, che potrà raccogliere informazioni in forma aggregata sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito. A queste condizioni, per i cookie analytics valgono le stesse regole, in tema di informativa e consenso, previste per i cookie tecnici.

5. Cosa sono i cookie "di profilazione"?

Sono i cookie utilizzati per tracciare la navigazione dell'utente in rete e creare profili sui suoi gusti, abitudini, scelte, ecc. Con questi cookie possono essere trasmessi al terminale dell'utente messaggi pubblicitari in linea con le preferenze già manifestate dallo stesso utente nella navigazione online.

6. È necessario il consenso dell'utente per l'installazione dei cookie sul suo terminale?

Dipende dalle finalità per le quali i cookie vengono usati e, quindi, se sono cookie "tecnici" o di "profilazione".

Per l'installazione dei cookie tecnici non è richiesto il consenso degli utenti, mentre è necessario dare l'informativa (art. 13 del Codice privacy). I cookie di profilazione, invece, possono essere installati sul terminale dell'utente soltanto se questo abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con modalità semplificate.

7. In che modo il titolare del sito deve fornire l'informativa semplificata e richiedere il consenso all'uso dei cookie di profilazione?

Come stabilito dal Garante nel provvedimento indicato alla domanda n. 4, l'informativa va impostata su due livelli.

Nel momento in cui l'utente accede a un sito web (sulla home page o su qualunque altra pagina), deve immediatamente comparire un banner contenente una prima informativa "breve", la richiesta di consenso all'uso dei cookie e un link per accedere ad un'informativa più "estesa". In questa pagina, l'utente potrà reperire maggiori e più dettagliate informazioni sui cookie scegliere quali specifici cookie autorizzare.

8. Come deve essere realizzato il banner?

Il banner deve avere dimensioni tali da coprire in parte il contenuto della pagina web che l'utente sta visitando. Deve poter essere eliminato soltanto tramite un intervento attivo dell'utente, ossia attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante.

9. Quali indicazioni deve contenere il banner?

Il banner deve specificare che il sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di "terze parti", che consentono di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze dell'utente.

Deve contenere il link all'informativa estesa e l'indicazione che, tramite quel link, è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie.

Deve precisare che se l'utente sceglie di proseguire "saltando" il banner, acconsente all'uso dei cookie.

10. In che modo può essere documentata l'acquisizione del consenso effettuata tramite l'uso del banner?

Per tenere traccia del consenso acquisito, il titolare del sito può avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema non particolarmente invasivo e che non richiede a sua volta un ulteriore consenso.

In presenza di tale "documentazione", non è necessario che l'informativa breve sia riproposta alla seconda visita dell'utente sul sito, ferma restando la possibilità per quest'ultimo di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni, ad esempio tramite accesso all'informativa estesa, che deve essere quindi linkabile da ogni pagina del sito.

11. Il consenso online all'uso dei cookie può essere chiesto solo tramite l'uso del banner?

No. I titolari dei siti hanno sempre la possibilità di ricorrere a modalità diverse da quella individuata dal Garante nel provvedimento sopra indicato, purché le modalità prescelte presentino tutti i requisiti di validità del consenso richiesti dalla legge.

12. L'obbligo di usare il banner grava anche sui titolari di siti che utilizzano solo cookie tecnici?

No. In questo caso, il titolare del sito può dare l'informativa agli utenti con le modalità che ritiene più idonee, ad esempio, anche tramite l'inserimento delle relative indicazioni nella privacy policy indicata nel sito.

13. Cosa deve indicare l'informativa "estesa"?

Deve contenere tutti gli elementi previsti dalla legge, descrivere analiticamente le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all'utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie.

Deve includere il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali il titolare ha stipulato accordi per l'installazione di cookie tramite il proprio sito.

Deve richiamare, infine, la possibilità per l'utente di manifestare le proprie opzioni sui cookie anche attraverso le impostazioni del browser utilizzato.

14. Chi è tenuto a fornire l'informativa e a richiedere il consenso per l'uso dei cookie?

Il titolare del sito web che installa cookie di profilazione.

Per i cookie di terze parti installati tramite il sito, gli obblighi di informativa e consenso gravano sulle terze parti, ma il titolare del sito, quale intermediario tecnico tra queste e gli utenti, è tenuto a inserire nell'informativa "estesa" i link aggiornati alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti stesse.

15. L'uso dei cookie va notificato al Garante?

I cookie di profilazione, che di solito permangono nel tempo, sono soggetti all'obbligo di notificazione, mentre i cookie che hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, non debbono essere notificati al Garante.

16. Quando entrano in vigore le misure prescritte dal Garante con il provvedimento dell'8 maggio 2014?

Il Garante ha previsto un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati di mettersi in regola. Tale periodo terminerà il 2 giugno 2015.

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404: Pagina non Trovata.

Scusateci ma il nostro sistema SEF ha rinominato la pagina. Potete tornare alla Home tramite il tasto home del menù principale

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La Dichiarazione di conformità EACRegistrazione RM-RS (Registro Russo Marittimo delle Imbarcazioni)

Il Registro marittimo russo fu istituito nel 1913 entrando già nel 1969 a far parte dello IACS. Principali obiettivi dell’organo di registrazione sin dalla sua istituzione furono:

  • aumentare gli standard di sicurezza della vita in mare;
  • innalzare gli standard di sicurezza della navigazione;
  • innalzamento degli standard della sicurezza nel trasporto di merci via mare e per vie navigabili;
  • sviluppo di misure e norme per prevenire l'inquinamento ambientale.

Dal 1999 RS l’organo è riconosciuto dall'Unione europea nell'esercizio ai sensi del regolamento (CE) 391/2009 e alla norma europea EN 17020. I compiti da esso svolti sono:

  • Rassegna e verifica della documentazione tecnica
  • Consegna di documenti, certificati e atti per navi e strutture galleggianti, così come per macchinari per la marina come: attrezzature, dispositivi, prodotti, forniture e materiali, sistemi di raffreddamento, dispositivi di sollevamento, contenitori;
  • Stazzatura delle navi e strutture galleggianti;
  • Attuazione di supervisione tecnica della realizzazione di convenzioni e il rilascio dei documenti rilevanti per conto delle amministrazioni marittime dei paesi internazionali.
  • Certificazione dei prodotti industriali e della produzione.
  • Certificazione di sistemi di gestione della qualità, gestione ambientale e di controllo in materia di protezione e sicurezza del lavoro per rispondere ai requisiti di ISO 9001, 14001 e OHSAS 18001.
  • Ispezione dei sistemi di gestione della sicurezza delle società e delle navi per la conformità con Codice internazionale per la sicurezza delle navi e della prevenzione dell'inquinamento.
  • Analisi dei dati e fornitura di informazioni necessarie agli armatori, alle amministrazioni marittime, alle autorità portuali e gli assicuratori allorquando una nave varia la propria classe.
  • Cooperazione con le amministrazioni marittime, le autorità portuali sotto il controllo delle navi nei porti.

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Sehr oft vergisst man, wieviel wichtig die Zertifizierungsschemen sind, wenn man sie als Vorgehensweise für die Überprüfung, die Analyse und die Tests von Produkten betrachtet, sowie von den gesetzlichen russischen Vorschriften festgestellt. Man sollte nicht nur ihre Rolle im Rahmen der GOST-Zertifizierung in Betracht ziehen, sondern sogar ihre Wichtigkeit bezüglich der neuen TR/TZ-technischen Richtlinien. Sowie vom Entschluss vom 21.09.1994 vorgesehen, der die Art und Weise der Zertifizierungsschemen institutionalisiert hat, ergibt sich das Zertifizierungsschema aus verschiedenen Varianten: dem Produkttyp, seiner Anwendung und den Eigenschaften des Zertifikates. Die Art und Weise eines Zertifikates hängt davon ab, ob es für eine einzelne Lieferung oder für eine Serienlieferung ausgestellt wird. Fangen wir erstens folgendes zu unterscheiden: welche Zertifikate dienen zum Erhalt eines Konformitätszertifikates und welche zum Erhalt einer Konformitätserklärung für unsere Produkte. Die Zertifizierungsschemen, die zur Konformitätserklärung dienen, sind immer mit dem Buchstaben "d" kenngezeichnet. Zum Erhalt der TR-Konformitätserklärung für die Russische Föderation, zum Beispiel, sind die folgenden Zertifizierungsschemen anwendbar:

  • 1d
  • 2d
  • 3d
  • 4d
  • 5d
  • 6d
  • 7d

Was hierher folgt, es sei denn ein paar Veränderungen bezüglich der EAC-Zertifizierung, kann man an allen Ländern der ehemaligen Sowjetunionangewandt werden. Indem wir Punkt für Punkt alles ins Detail analysieren, werden wir folgendes entdecken:

Das Zertifizierungsschema 1d wird an solchen Waren angewandt, die als gefährlich geschätzt werden oder bei denen nur eine niedrige Risikorate anerkannt wird. Sollte eventuell eine andere Klassifizierung an solchen Waren angewandt werden, sowohl aufgrund der Anwendungsart als auch bei "Abweichungen" der Herstellungsqualität werden sie normalerweise nicht als achtungswert betrachtet und erfordern im allgemeinen keine Inspektion bei der Werkstatt.

Die Zertifizierungsschemen 2d, 3d, 4d werden nur in solchen Fällen angewandt, wenn es extrem schwierig ist, sogar für den Hersteller selbst, genaue Details aufzulisten, aufgrund zum Beispiel der besonderer Art des Produktes, in diesem Fall basiert man sich vor allem auf dem Material, das von der Herstellungsfirma geliefert wird, wie, zum Beispiel, interne Inspektionen, interne Abnahmeprüfungen, flows, Bearbeitungsdateien und so weiter … (das Zertifizierungsschema 2D wird für die Konformität einzelner Lieferungen angewandt).

Die Zertifizierungsschemen 5d und 6d werden wesentlich für solche Waren angewandt, die ein hohes Niveau von Gefährlichkeit darstellen. Die Auswahl zwischen den Zertifizierungsschemen 5 oder 6 hängt der Gefährlichkeitsniveau ab, dass das Objekt beim Ändern von Herstellungs- oder Funktionszustände desselben übernehmen kann.

Das Zertifizierungsschema 7d ist die Spitze in der Gefährlichkeitsskala. Es wird für solche Produkte angewandt, wo es ein hohes Risiko besteht und wo das Risiko- und Sicherungszustände extrem variabel sind im Zusammenhang zu derzeitigen Herstellungsphase.

Dasselbe Prinzip wendet man auch daran, wo schon auch die neuen EAC-Zertifizierungsnormen vorliegen, die sogennanten TR-TZ-Richtlinien nach den u. g. Schema:

 

 

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